
Gianni Biondillo (a cura)
Pene d'amore
Guanda
Charlotte Roche
Zone umide
Rizzoli
Michela Marzano
La pornographie
Hachette
Ci abbiamo già girato intorno spesso. Forse troppo. Ma mi pare ci sia una congiunzione astrale favorevole per chi non si rassegna all'equazione scontata porno-sesso. Specie nella scrittura, dove l'influsso anche involontario della pornografia è sempre in agguato.
La congiuntura astrale è dovuta ai tre libri che ho messo in vetrina qui sopra: libri e autori diversissimi, che credo non abbiano mai nemmeno preso un caffè insieme.
Di Biondillo ho già detto qui. Mi interessa, del suo libro, il tentativo di restituire ai maschi una parola sessuata non banale, liberando un territorio - la scrittura erotica - che sembra appannaggio delle donne. Ed è anche il tentativo del mio blog.
Di Zone Umide ho lodato qui una bellissima copertina, poi è uscito con un'altra. Vabbé. L'ho comprato su IBS e lo riceverò domani, quindi sarò più esauriente nella recensione. Mi interessa però, della Roche, l'idea di restituire al sesso la sua fisicità, fatta anche di odori, di corpi non perfetti o malati. Ancora una volta, il contrario del porno, dove Barbie di plastilina si fanno ingroppare da Big Gim di pongo (non tutto di pongo...).
Infine, merita attenzione l'italiana Michela Marzano, più conosciuta in Francia dove vive e lavora che da noi. E' una filosofa che ha analizzato a fondo il porno e la "finta liberazione sessuale" che promette. Ho ordinato il libro in francese perché in italiano è stato tradotto ancora molto poco.
Tre autori, dicevo, che convergono sulla riscoperta di una sessualità liberata da schemi e cliché, fatta da persone normali, non da manichini o supereroi, senza ansia da prestazione. Credo che ne abbiamo bisogno.
Inachis